Collane

Sotto la lente

Raccoglie testimonianze e reportage su popoli che vivono in aree critiche del pianeta, in regioni, normalmente dimenticate dai media, devastate da conflitti o immerse in situazioni socioeconomiche lesive della dignità. La scelta di denominare la collana "Sotto la lente" deriva proprio dalla volontà di focalizzare tali situazioni, di portarle in primo piano.

 

Riding - femminile

Dedicata all'ironia femminile, scelta di genere simbolizzata dalla fascia rosa su sfondo bianco in copertina. Un gioco di parole tra il verbo inglese "to read" e quello italiano "ridere", ideato per trasmettere l'unione tra la lettura e la risata, quella intelligente, ironica, promotrice di un mix di divertimento e riflessioni

 

Inchiostro

All'ombra di un chiostro millenario per godere a pieno di pagine ricche di suggestioni e letterarie

Begunski Center 1994, volontari nella follia jugoslava

Begunski Center 1994, volontari nella follia jugoslava

Autore: Sergio Costanzo
Collana: Sotto la lente
Prezzo: 15.00 €   (Spedizione gratuita)
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A metà strada tra diario e reportage, “Begunski Center” è una testimonianza privata, intima di uno dei tanti tragici risvolti della follia jugoslava e, più in generale, della follia bellica ovunque questa prenda corpo. Sergio Costanzo ci riporta al 1994, ci conduce in una caserma alle porte di Ribnica, paese al confine tra Slovenia e Croazia. Lì sopravvivono ammassati, in condizioni igienico-sanitarie ed alimentari estremamente critiche, migliaia di bosniaci musulmani. Sono begunski, profughi. Hanno perso la loro casa, sono stati cacciati dalla loro terra. Alcuni hanno visto morire i propri figli, altri uno o entrambi i genitori, tutti hanno perso amici e parenti. Lì decide di intervenire il Comitato di Solidarietà per i Profughi della ex Jugoslavia sorto a Pisa, spontaneamente, l'anno precedente. Sergio Costanzo è uno dei volontari, è alla prima esperienza operativa all'estero, alla partenza non sa che dovrà conviverci, durante il sonno, negli anni a venire. L'impatto con la realtà del campo profughi è devastante, l'ingiustizia traspare da ogni baracca, da ogni pasto, da ogni gesto, da ogni sguardo. La differenza linguistica e la diffidenza degli anziani sembrano un muro impossibile da abbattere. Decisivo sarà il rapporto con i bambini, l'impegno dimostrato nei loro confronti. Decisiva sarà la scelta di confrontarsi con i profughi, la ricerca del dialogo.